Itinerari

Sentiero 405 Cima Capi

GRUPPO
Alpi di Ledro
TIPOLOGIA
Escursionismo
DIFFICOLTA'
EEA : ferrata facile. Set completo da ferrata.
TEMPI SALITADISCESAALTEZZA MASSIMA
4 h 900 m 900 m 907 m

PERIODO CONSIGLIATO
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic

Caratteristiche percorso
Nel complesso una ferrata non difficile, sebbene la via sia a tratti molto aerea e non del tutto elementare essendo un itinerario che segue quasi fedelmente il filo di cresta. E’ un tratto attrezzato adatto anche ai neofiti per i quali consigliamo comunque la presenza di una persona più esperta. Si consiglia attenzione nel tratto di sentiero che dalla sommità di Cima Capi conduce al bivio con la ferrata Foletti, per la Val di Ledro: il sentierino non è difficile ma ha una consistente esposizione a destra. L’esperto di ferrate, nonostante le scarse difficoltà tecniche, troverà soddisfacente il magnifico panorama sul Lago di Garda. Un itinerario percorribile quasi tutto l’anno, stante il clima mediterraneo determinato dalla presenza del lago da sottolineare invece che la percorrenza nella stagione estiva è appesantita dall’umidità e soprattutto dalle temperature che possono raggiungere valori molto elevati. Da rilevare infine la mancanza d’acqua sull’intero itinerario, ad eccezione di una fonte attrezzata con pompa, posta nella discesa, poco dopo Bocca d’Enzima, presso i resti in grotta dell’infermeria militare. 
Accesso
 
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Descrizione percorso
Di seguito diamo una serie di possibilità per visitare questa bellissima cima posta all’estremo sud del complesso di Monte Rocchetta.

1. Anello, che si svolge per la massima parte sul sentiero N° 405, che si percorre integralmente.
Si parte nei pressi della Centrale idroelettrica dei Riva del Garda dopo un breve tratto sul marciapiede lungo la Gardesana occidentale, si imbocca il sentiero del Ponale, e con bellissimo panorama si raggiunge località Sperone. (20m.)
Qui, segnalato da tabella, si imbocca il sentiero attrezzato Fausto Susatti, N° 405: è dedicato all’Accademico rivano deceduto in un incidente a Cima Canali, sulle Pale di S.Martino, inaugurato nel 1977 e completamente rifatto nella parte attrezzata nel 2009.
Si rimonta la valletta, dapprima passando tra le fortificazioni facenti parti del complesso fortificato della Tagliata del Ponale. Dopo un traverso abbastanza dolce verso sud, il sentiero prende a salire sempre più deciso verso l’interno della valletta: dopo essersi innalzati faticosamente, si cambia versante e dopo una serie di tornantini, si giunge finalmente al bivio dove incrocia il sentiero N°470, detto dei Bechi, proveniente da Biacesa.( 600m - ore 1ᄺ)
Indossata l’attrezzatura da ferrata, si inizia a risalire la lama di roccia costituita da Cima Capi.
Si raggiunge in breve il primo salto impegnativo. E quindi si rimonta un camino roccioso grazie all’ausilio di alcuni pioli di ferro che fungono da valido appoggio per mani e piedi. Subito oltre segue una frazione di sentiero normale sino a guadagnare l’attacco vero e proprio della ferrata Susatti presso una piccola caverna (cartello indicante “sentiero difficile”).
Alcune roccette non attrezzate richiedono un attimo d’attenzione sino ad afferrare la prima fune metallica della ferrata. Si sale senza eccessiva difficoltà lungo l’esile cresta godendo alle spalle dello stupendo del panorama offerto dal Lago di Garda, di un blu intenso. Le difficoltà si mantengono contenute con funi metalliche pressoché continue e con pochi passaggi impegnativi.
Si segnalano alcuni punti particolarmente belli: il primo è costituito da un roccione che si rimonta con l’ausilio di due staffe metalliche subito oltre si traversa per qualche metro a destra su sottile cengia larga pochi centimetri ove i piedi trovano provvidenziale appoggio. Ma è sopra, più in alto che si affronta il punto più spettacolare dell’escursione: si raggiunge il sottilissimo filo di cresta e, se le difficoltà tecniche non sono certo eccessive, risulta invece impressionante l’esposizione sul baratro a destra che precipita direttamente nel lago posto 700 metri più in basso.
Oltre questo tratto, come detto, molto spettacolare ed esposto, la via passa sul versante meridionale della montagna per giungere ad altro punto interessante della via ferrata: la fune risalendo in obliquo verso sinistra, permette di superare un breve salto verticale: a causa di una roccia prominente si è costretti ad esporsi nel vuoto portando senza timore il piede sinistro al di là dell’ostacolo, per poi procedere nel facile camino che segue. Subito oltre si trovano gli ultimi facili spezzoni di fune sino al semplice sentierino nel bosco posto a termine della via: attenzione solo ai due brevi spacchi che interrompono il cammino, per guadagnare infine la sommità di Cima Capi (m 907 – ore 1ᄰ – bandierina e libro di vetta).
Dal balcone panoramico della Cima , si scende ora verso nord: il sentiero su sedime sicuro, procede lungo l’esile filo di cresta e sempre con impressionante strapiombo sulla nostra destra. Prestando molta attenzione al tratto esposto, si guadagna la piccola forcellina che congiunge con la dorsale di Cima Rocca: lasciato a sud – ovest il sentiero che dirige in Val di Ledro, si prende ancora verso nord e sempre con l’aiuto del cordino metallico, si supera il tratto assai esposto che taglia la precipite parete nord est di Cima Rocca. Il traverso, percorso sempre con attenzione, porta ad attraversare in quota tutta la valletta passando il bivio che porta a Bocca a Pasumer (820m - 20m) e, dopo aver risalito un tratto in parte scalinato nella roccia, giunge infine a Bocca d’Enzima (860m - 20m), dove si può togliere casco e imbraco.
Si scende ora, cambiando panorama per la valletta pensile, e si supera il bivio con indicazione Capanna S.Barbara (bretella che il leggera salita porta al bivio con il sentiero N° 404 che scende dal Bochet di Concolì: per la descrizione vedi Ferrata Cima dell’amicizia – discesa N°2. Indicato per chi sceglie l’itinerario nelle domeniche tra ottobre e maggio, quando è aperta la Capanna).
Dopo aver superato la fontana, nei pressi delle rovine dell’infermeria militare della Grande Guerra, si scende ancora a tornantini, fino a giungere al punto panoramico denominato Belvedere della Grola (600m – 30m’).
Ripreso il cammino nel bosco di pino nero, in breve si giunge alla dismessa condotta forzata dell’Enel, la si supera agevolmente con scalette, giungendo così al termine del sentiero N°405 (375m – 30m’): al bivio, si imbocca infatti il sentiero N°404 che, dopo un centinaio di metri sulla stradina tagliafuoco, prendendo a destra, inizia a scendere decisamente verso il Bastione veneziano e quindi a Riva del Garda (20m’).



Punti d'appoggio
Capanna di S.Barbara (aperta la domenica, da ottobre a maggio)