Itinerari

Cima Grotta Daei

GRUPPO
Alpi di Ledro
TIPOLOGIA
Escursionismo
DIFFICOLTA'
EE
TEMPI SALITADISCESAALTEZZA MASSIMA
6 h 1.300 m 1.300 m 1.303 m

PERIODO CONSIGLIATO
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic

Caratteristiche percorso
Nel complesso i brevi tratti attrezzati sono elementari.
E’ un’escursione adatta ad un escursionista di media capacità, soprattutto sufficientemente allenato.
L’escursionista, troverà appagante il magnifico panorama sulla conca di Riva del Garda, la Val di Ledro, l’orrido di Ponale e soprattutto il Lago di Garda.
Un itinerario percorribile quasi tutto l’anno, stante il clima mediterraneo determinato dalla presenza del lago da sottolineare invece che la percorrenza nella stagione estiva è appesantita dall’umidità e soprattutto dalle temperature che possono raggiungere valori molto elevati.
L’acqua sull’intero itinerario si trova: passata Capanna S.Barbara, nei pressi dello sbocco della galleria Enel, a quota 1000m c.a.come descritto, alle fontane di Biacesa.
Accesso
 
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Descrizione percorso
Anello, con percorso che risale tutto il versante est del Monte Rocchetta, per scendere su quello ovest in Val di Ledro, per poi tornare con il sentiero del Ponale, aggirando da sud la montagna.

Da Riva (m.80), in direzione per Limone, sulla Gardesana occidentale , si sale con segnavia n.404 lungo una comoda e lastricata stradina che, con numerosi tornanti, conduce a un bivio ove si seguita a sinistra (sud) fino al Bastione , fortezza veneziana a pianta circolare del 1508, recentemente ottimamente restaurata.
Appena prima della fortificazione, il sentiero prende a destra e sale ripidamente per una pineta, raggiungendo in 20 minuti una strada forestale si continua a sinistra (sud), pervenendo alle condotte forzate della centrale idroelettrica di Riva e, lasciando a sinistra il segnavia n.405, si prosegue a destra (nord) con l’itinerario 404, si supera una diga paramassi e con erti tornanti si arriva a Capanna S.Barbara m.560 della Sat di Riva ( 1 ora e 15’).

Seguendo le indicazioni per il Bochet di Concolì, in 5 minuti si raggiunge la chiesetta che i minatori, nel 1928, ha eretto in onore della loro Patrona, S.Barbara. Dopo ulteriori 10 minuti, si giunge ad un salto di rocce di circa 20 metri, che si supera con una scaletta metallica: è l’unica difficoltà tecnica del percorso, prudenzialmente da superare con il dovuto set da ferrata. (per chi non volesse affrontare questo ostacolo, si propone questa deviazione: pervenendo alle condotte forzate della centrale idroelettrica di Riva , lasciando a destra il segnavia n.404, si prosegue diritto (sud) con l’itinerario 405.(30 minuti)
Risalito il bosco con serpentine disegnate da mano militare, cercando una pendenza costante, si giunge in 45 minuti al belvedere della Grola (600m). Poco sopra si imbocca la valletta pensile, che tra varie fortificazioni, una fonte, ci porta al bivio con il sentierino (freccia per S.Barbara) che ci riporta con un traverso sud – nord, al sentiero 404).

Superata la scaletta, si ha una mezz’ora di salita, talvolta con l’aiuto di un cordino passa mano, per risalire un canalone colonizzato da bosco misto e con alcuni caratteristici massi erratici di granito, per giungere al bivio col sentiero proveniente da sud.

Da qui il sentiero prende a salire il modo più regolare attraversando boschetti di conifere e di latifoglie: in 45 minuti giungiamo ad un’ indicazione: in cinque minuti si può giungere ad una fonte, di epoca austriaca, ricavata in una grotta, creando un angolo veramente pittoresco. Ora non resta che procedere tra radi esemplari di conifere e la faggeta che si fa sempre più folta, man mano che si penetra nella valletta sommitale.
Giunti ad una cinquantina di metri di dislivello dal valico del Bochet di Concolì, su di un tornante destrorso del sentiero, di deve individuare la larga traccia che si allontana in direzione opposta: in mancanza di segnaletica, si presti attenzione ad individuare la serie di svolte che in un centinaio di metri di dislivello ci portano sui resti delle fortificazioni di cresta.
Prestando attenzione, su percorso libero, in breve si è sulla sommità, particolarmente panoramica.(40minuti – 1303m).

Dopo essere ritornati sui propri passi, fino al bivio non segnalato, si risale al Bochet de Concolì (15minuti – 1207m).
Passati ora sul versante che guarda la Val di Ledro, si imbocca il sentiero N° 417 che, dopo alcune svolte che fanno passare vicino ad una minuscola sorgiva, scende abbastanza ripidamente verso il bosco ceduo di Vasòtina. Superato il bivio con il sentiero 405 bis, si procede fino alla loc. “Dos de le Frate », dove si diparte il sentiero per la chiesetta di S.Giovanni in Montibus ed il bivacco Arcioni. Si continua a scendere per il “Canàl de Conviéster fino a prendere, stando sempre con il segno 417, la mulattiera nota come “Via de Ari”. Superata la località Caregna, in breve si è alle prime case di Biacesa (418m – ore 1.40)

Qui si deve prestare attenzione, in quanto finiscono i segnavia SAT: giunti all’asfalto, si presenta una via a perpendicolo: si prende a sinistra (est) e su viottolo asfaltato si procede con lievi saliscendi, su terreno aperto, per 15 minuti fino al termine dell’asfalto. Si prosegue, sempre tenendo la medesima direzione su sentierino che si inoltra nel bosco, superando gli ancoraggi delle reti parasassi che proteggevano la vecchia statale. Ora, tralasciata l’indicazione per la palestra di roccia, si scende con tornantini, fino a sbucare sul relitto della abbandonata strada per la Val di Ledro.(15’)
Si scende ora per la vecchia strada, con scenario l’orrido del Ponale, sulla nostra destra. Si giunge ad una serie di tornanti (le Zete): una traccia consente di tagliare il percorso. Si giunge così all’imbocco del suggestivo tratto del Sentiero del Ponale: tagliato nella roccia, con numerose gallerie, a picco sul Lago di Garda, è il degno coronamento di una splendida escursione. (1 ora per giungere al punto di partenza)

Punti d'appoggio
Capanna di S.Barbara (aperta la domenica, da ottobre a maggio)